Bugie – Marco Pellizzola

Bugie – Marco Pellizzola

Dal 28 febbraio al 10 aprile 2009

Nel ciclo di lavori che documenta la sua ricerca più recente – liberamente condotta tra disegno, pittura, scultura e installazione, Marco Pellizzola si muove nel territorio del visibile cercando di sfiorare il segreto legame tra uomo e natura, accompagnandoci con poesia e sottile ironia in un percorso sul senso dell’esistenza dominato dai colori dell’ombra e del cielo.

Si tratta di una mostra abitata da presenze leggere, battiti d’ali , sussurri di racconti sospesi tra rami e foglie, sogni e progetti di voli impossibili tra nuvole e respiri, apparizioni di uccelli di ritorno, come piccole anime silenziose appena rientrate da un enigmatico itinerario celeste. In equilibrio tra desiderio e nostalgia, figure esili e solide ombre portate, che abitano il vuoto con la loro infedele verità, intrecciano destini ed interrogativi profondi.

La mostra, patrocinata dal Comune di Pieve di Cento, è corredata da un catalogo edito da Skira e realizzato con il contributo di Banca Centro Emilia.

Le opere poi saranno esposte a: Milano, Galleria Maria Cilena; Mons, Belgio, Galleria Koma; Venezia, Galleria Arkè.

Il tema alla base delle opere di Marco Pellizzola è quello dei possibili in arte, e del rapporto che con essi si crea. (…) Quello di Marco è un mondo popolato da tanti personaggi-simbolo che animano uno spettacolo da fiaba, personaggi malinconici certo, ma mai depressi. (…) Un mondo fantastico dove il senso non va cercato in una chiusura morale, ma nel bisogno di giustificare il suo mondo visionario e di rapportarlo con chi sta fuori da quel mondo. Pellizzola cresce come artista individuando un bisogno di trasmettere senso, una forma di responsabilità nei confronti dello spettatore, passando dalle sue idiosincrasie di visionario alla maturità di un narratore di favole. Nelle sue installazioni, nei suoi dipinti e nei suoi disegni si possono ritrovare un senso costante di malinconia e uno di ironia, i personaggi di Marco, umani o animali o oggetti o piante, sono struggenti, inseriti in un mondo fiabesco, ‘personaggi’ stralunati, eccentrici, romantici, sensibili, spesso costretti alla solitudine sviluppano un ricco mondo interiore, fantasmagorico, ricco di magia, in cui il concetto fondante non è quello di realtà, ma quello di possibilità o ancor più di visione. Sono dei visionari. Il diverso, l’animale, l’importanza della fantasia, lo sguardo fanciullesco, il romanticismo e la malinconia sono tutti ‘personaggi’ delle opere di Marco, è la costituzione di un nuovo nucleo “famigliare”.

Francesca Alfano Miglietti

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