Pirro Cuniberti

Pirro Cuniberti

Pier Achille (Pirro) Cuniberti nasce il 10 settembre 1923 a Padulle di Sala Bolognese. Dal 1929 al 1934 frequenta le scuole elementari, dove dimostra grande interesse per il disegno. Nel 1933 vince gli “Agonali” per il disegno organizzati dall’Opera Nazionale Balilla.

Nel 1934 è iscritto all’Avviamento Commerciale che frequenta svogliatamente. Buoni soltanto i risultati in disegno e nelle materie letterarie. Faticosamente diplomato, si iscrive nel 1939 alla Regia Scuola per Industrie Artistiche di Bologna. Seguirà entusiasta le lezioni dei professori Ferdinando e Ruggero Rossi dei quali dirà: “sono loro che mi hanno insegnato tutto quello che mi è veramente servito nel tentativo di fare arte”.

Nel febbraio 1943, chiamato alle armi, è destinato al II Reggimento Granatieri di Sardegna; ne seguirà le sorti anche nei tragici giorni della difesa di Roma. La sera del 10 settembre il caposaldo 11 sulla via Casilina, dove Pirro è telefonista, viene attaccato e i soldati dispersi. Raggiungerà Bologna il giorno 15.

Nel giugno del 1943 era stato ammesso all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Nel febbraio 1944 è richiamato alle armi e trasferito in Germania per l’addestramento nella Selva Nera, dove casualmente trova la riproduzione a stampa della Chambres d’Arles, del 1889, di Vincent Van Gogh attraverso la quale scopre lo straordinario universo dell’arte moderna, fonte per lui di grandi emozioni.

Tra il 1945 e il 1948 è allievo all’Accademia di Belle Arti di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli.

Nel 1949 segue il corso di Virgilio Guidi, anche se di fatto svolge il lavoro di ricerca in casa, in viale Oriani a Bologna. Realizza molti disegni, pastelli, tempere su carta, piccole tele a olio, ma di questa fase iniziale quasi niente si salva da furori autocritici.

Avvia incontri e amicizie fertili, che dureranno nel tempo, con Vasco Bendini, Sergio Romiti e Sergio Vacchi. Con Franco Lodoli, ex compagno di scuola, scopre la poesia francese e discute dei risultati davanti ai lavori stessi.

Nel 1948 collabora con lo studio di pubblicità Mingozzi e con l’ufficio propaganda della Ducati diretto da Enzo Biagi.

Il 1948 è anche l’anno della prima Biennale del dopoguerra. Cuniberti va a Venezia per “vedere” e vede finalmente Van Gogh. L’incontro con la Camera d’Arles è un’emozione da svenire, ma qualche sala avanti “incontra” quello che lui definirà il suo “babbo”: Paul Klee, e inoltre Moore, Rodko, Max Ernst e Turner, un’emozione che durerà tutta la vita.

Dai primi anni Cinquanta collabora con Dino Gavina nella realizzazione di vetrine e allestimenti fieristici.

Nel 1952 realizza disegni con le penne a sfera sulla carta da macchina: prima galli, gatti, buoi, rospi, tartarughe, quindi studi accurati di insetti, formiche, ragni che, in forme esasperate, approdano all’astrazione.

Nel marzo 1953 riceve l’incarico per l’insegnamento del Disegno Professionale nella sezione di Decorazione Pittorica della scuola d’arte di Bologna. In seguito ne dirigerà il laboratorio e successivamente dirigerà il laboratorio di Arte della Ceramica. Lascerà l’insegnamento nel 1978, amareggiato dallo stato di caos che regna nelle scuole.

Vince il Premio ORUB Pittura e Bianco e nero dell’Università di Bologna nel 1954 con quattro disegni eseguiti con la penna a sfera.

Il 15 giugno 1955 sposa Laura (Lalla) Baisi e avrà tre figlie: Barbara, Monica, Emanuela. Lalla sarà anche la curatrice instancabile della bibliografia e della catalogazione delle opere del marito.

Il 1962 è caratterizzato da una fase di deciso ritorno all’immagine, alla figura, al paesaggio, al racconto. Oli e pastelli: cani, badesse, personaggi, Ettore e Andromaca, un cherubino, cavalli e cavalieri.

Nel 1976 la Galleria San Luca di Bologna espone I disegni di Cuniberti 1948-1975, oltre cento disegni scelti e presentati da Pier Giovanni Castagnoli. È l’inizio di un’amicizia nel lavoro che gli farà incontrare altri grandi amici preziosi quali Paolo Fossati, Claudio Cerritelli e Dario Trento.

Nel 1979 abbandona la tela per dipingere su tavole di masonite (laminato di legno pressato). Predilige le piccole dimensioni; le tavole sono preparate con base acrilica applicata a tampone e dipinte con colori acrilici, inizialmente molto diluiti con interventi di pastelli e grafiti.

Nel 1980 il Lion’s Club di Bologna premia Cuniberti con il Nettuno d’oro quale artista dell’anno.

Nel 1982 è a Parigi con Livres d’Art et d’Artistes al Centre Georges Pompidou.

Nello stesso anno a Pieve di Cento (Bologna) allestisce una mostra alla Pinacoteca Comunale che segna l’inizio della solida amicizia con Graziano Campanini, organizzatore appassionato e instancabile.

Nel 1984, nella sezione didattica della Pinacoteca Nazionale di Bologna, presenta Vita d’Artista, la sua prima antologica inventata e presentata da Andrea Emiliani e curata da Paolo Fossati e Dario Trento.

L’editore Feltrinelli pubblica nel 1984 il volume Stranalandia, frutto di un’estate di lavoro a due con Stefano Benni: idee, proposte e tanti disegni.

Nel 1991, invitato da Franco Farina, allestisce a Ferrara al Palazzo dei Diamanti un’antologica presentata da Claudio Cerritelli.

Nel 1996 illustra per Einaudi La trilogia del Capitano Nemo di Jules Verne con paesaggi di fantasia che verranno raccolti in un volume da Alvaro Beccattini per le edizioni Exit di Lugo, con un saggio di Paolo Fossati.

Nel 1998 Silvia Pegoraro organizza e cura l’antologica Pirro Cuniberti. Voli vibrazioni fiabe con testi di Giulio Guberti, Roberto Pasini, e Dario Trento, Ravenna, Loggetta Lombardesca, catalogo Electa.

Nel 1999 disegna il logotipo per “Bologna 2000 Città Europea della Cultura”.

Dal 1962 Cuniberti dipinge e disegna tutte le pagine destre di volumi intonsi, di formati e consistenze diverse. Non si tratta di libri di appunti o schizzi, ma di opere risolte. Alcuni di questi sono stati presentati nel corso di mostre in Italia e all’estero. Il fotografo Peter Schalchli di Zurigo ha avviato la campagna di rilevazione fotografica-sistematica di questi libri-mostra.

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