Barbara Bicego

Barbara Bicego

Autrice che sfugge alle definizioni. La sua ricerca artistica è molteplice, così come i mezzi tecnologici usati, che spaziano tra fotografia, pittura, grafica , video e loro reciproche contaminazioni. E’ una poetica che si manifesta essenzialmente attraverso cicli tematici seriali, che aprono ai soggetti più vari e talora contraddittori. Da anni approfondisce la contaminazione fra le tecniche e le discipline, integrandone la percezione, il rinnovamento formale e iconografico.

La sua formazione accademica l’ha vista frequentare negli anni dell’apprendistato, l’Accademia Cignaroli di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha approfondito le tecniche della pittura, frequenta la Sommerakademie di Salisburgo dove entra in contatto con lo studio del “contemporaneo” mitteleuropeo. La sua poetica è molteplice e spazia dalla fotografia alla pittura sino alla grafica, l’illustrazione e il video, avendo affiancato fotoreporter professionisti, tra i quali Alessandra Garusi. Il suo lavoro si svolge per cicli tematici, che affrontano i più variegati soggetti dalla raccolta floreale al mondo vegetale in genere, il mondo animale nei suoi aspetti più nascosti e quotidiani, dalla raccolta di conchiglie al mondo sottomarino, dalle inquadrature macro del mondo minuscolo a più ampie visioni di paesaggio. Da anni il suo ambito è la contaminazione tra le tecniche, capace di mescolare pittura, fotografia, design e illustrazione per creare un oggetto d’arte sempre unico e irripetibile. Le precedenti esperienze di fotoreportage, videomaker e pittrice si sommano e integrano a costruire visioni di serena e ironica bellezza. Si è perfezionata inoltre presso i corsi di Elizabeth Opalenik, Howard M.Christopherson, Carlo.Mari. Collabora con l’editoria d’arte, come autrice free-lance, nella ritrattistica di autori contemporanei e nella testimonianza fotografica delle loro opere. Ha esposto in personali e collettive e realizzato pubblicazioni. Nata a Vicenza, vive attualmente tra Veneto ed Emilia Romagna.

 

Presunti Contatti

Dal 14 Maggio al 25 Giugno 2022

Presunti contatti (titolo della mostra in corso) comprende gli ultimi quattro anni di ricerca artistica della Bicego e presenta il ciclo dei suoi monotipi.

Il monotipo è una forma complessa di tecnica mista che unisce la pittura alla stampa e a ulteriori digressioni tecniche su carta o supporti analoghi.

L’iniziale fotografia viene stampata dall’autrice stessa, tramite gelatine fotosensibili su carte speciali in più passaggi in una sapiente alternanza di sovrapposizioni e strappi, di ritocchi o larghe campiture e pittura su cui la Bicego applica ulteriori e azzardate sovrapposizioni.

Immagine su immagine, poi tempere e olii e acrilici e pastelli e gelatine che strato dopo strato danno vita a creature mai viste, frutto di una casualità guidata ad arte, o meglio, di un “fare” che mette ordine in un caos apparente, una sorta di casualità guidata.

Nascono così soggetti spesso inaspettati, risultato imprevedibile di immagini previste.

Una galleria elegantissima e vibrante di creature che sembrano apparizioni e si manifestano come emerse da acque profonde, sfocate creature ed esseri sconosciuti, impercettibili e leggeri come un battito di ciglia.

Sembra una galleria di esseri microscopici divenuti giganti o impercettibili presenze di altri mondi, immagini dell’inconscio, creature fantastiche o fantasmi dalle forme bizzarre.

“Presunti contatti” sta a significare proprio questo:

il contatto con il nostro inconscio, con altri mondi, il contatto con l’invisibile o il microscopico, con la diversità e l’inaspettato, il contatto con il sogno e il fantastico, il contatto visibile all’occhio ma inspiegabile alla mente, reale o presunto.

Tecnicamente, come spiega l’autrice” il contatto è ciò che crea l’opera in quanto unione tra varie tecniche, contatto di numerose sovrapposizioni di stampa, gelatina dopo gelatina, immagine su immagine, uno strato di pittura dopo l’altro. Quando inizio il lavoro non so con precisione cosa succederà, perché è parte del procedimento sfruttare la componente casuale dei numerosi passaggi e l’eventuale apparizione di un’immagine che suggerisce nuove strade “.

 

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